La reputazione che abbiamo sul web rappresenta sempre più una componente distintiva dei processi di selezione del personale, eppure ancora oggi è spesso sottovalutata.

Le foto che postiamo e i commenti che scriviamo, possono influenzare l’opinione dei recruiter durante un colloquio.

Scopriamo come.

La web reputation non è altro che il personal branding di noi stessi, ovvero la cura della nostra immagine e del messaggio che trasmettiamo a chi lo legge. Quando sei alla ricerca di un’occupazione e cominci a inviare curriculum alle aziende, è importante sistemare o rinnovare i tuoi profili social, affinché siano coerenti con le tue esperienze lavorative e con il messaggio che desideri inviare al recruiter.

Poniti questa semplice domanda: “Cosa penserebbe il capo dell’azienda dei miei sogni se vedesse il mio profilo?”. Basta davvero poco per fare la differenza.

Quanto è importante “Metterci la faccia”?

Avere un profilo coerente con i nostri valori e principi è fondamentale per fare in modo che i contenuti che condividiamo rispecchino appieno chi siamo.

Ricorderai sicuramente il caso della direttrice di Intesa San Paolo che in un video, girato con un semplice smartphone, esclamava: “Ci metto la faccia, ci metto il cuore!”. Bene, quello che doveva essere un innocente e informale contest tra filiali si è trasformato – suo malgrado – in un fenomeno virale, che ha giocato a sfavore sia della protagonista del video che della banca.

Il concetto di Bene o male, l’importante è che se ne parli, può andar bene solo se si lavora nello Star System, dove ciò che si vende è lo scoop.

L’importanza di “comunicare consapevolmente”

Uno dei motivi principali per cui dovresti preoccuparti di curare i tuoi profili social è che ogni post pubblicato rappresenta una traccia che internet e il tuo peggior nemico non dimenticano.

Prova a digitare il tuo nome e il cognome sul motore di ricerca di Google, sarai sorpreso dai risultati. Valuta quali account mantenere attivi e soprattutto i nomi a loro associati: fragolina96 non è il nome più giusto per lanciarsi nel mondo del lavoro.

Quali profili social guardano i recruiter?

Negli ultimi anni LinkedIn è sicuramente la piattaforma più utilizzata per cercare e offrire lavoro. Tuttavia, gli addetti alla selezione del personale potrebbero sbirciare anche il tuo profilo Facebook e Instagram. Perché?

Tutto dipende dal tipo di comunicazione utilizzata: la realtà virtuale di Linkedin rimane circoscritta all’ambito lavorativo, mentre Facebook e Instagram sono una porta di accesso alla sfera personale del candidato. E spesso è proprio questa a fare la differenza nella scelta del recruiter.

Comincia a rivedere i tuoi profili seguendo questi consigli e se hai ancora qualche dubbio su come raccontarti sui social, partecipa al nostro corso Content Rocker: storytelling, immagine, scrittura per il tuo personal branding e per la tua carriera. Iscriviti subito!