In rete si trovano moltissime definizioni di “Personal Branding” e approdano tutte alla stessa conclusione: è necessario applicare le regole di un brand su di sé, per riuscire a vendersi.

In realtà il Personal Branding è molto più di un mero “presentarsi bene”; è un percorso di scoperta dei propri punti di forza e del modo migliore di mostrarli.

Non è quindi un semplice presentarsi agli altri, ma, prima di tutto, un capire e riscoprire se stessi. Si potrebbe definire un moderno “Conosci te stesso”!

Evita di farti un’idea sbagliata, non si tratta di uno stile di vita, una religione o una dottrina new age, ma un efficace modo per capire come presentarsi al mondo del lavoro. Durante un colloquio infatti non solo è necessario fare un’ottima impressione, ma si deve anche lasciare un ricordo indelebile al recruiter, ovviamente in senso positivo.

Come si può riuscire a fare ciò? Come possiamo dare l’impressione migliore di noi e del nostro lavoro? Ma soprattutto: come possiamo riuscire a colpire profondamente il recruiter? Questi sono i motivi per cui è necessario – non consigliabile, ma necessario – fare attività di Personal Branding prima di tutto su se stessi.

L’intervista

Abbiamo chiesto a Damiano De Cristofaro di spiegarci meglio questa materia, in modo da comprendere i vantaggi che si possono ottenere.

Prima di tutto: chi è Damiano De Cristofaro?

Sono un Coach e Master Trainer dello sviluppo professionale, esperto in sistemi di apprendimento e motivazionali per adulti. In parole semplici io faccio in modo che le persone individuino le proprie risorse latenti, le sviluppino e si presentino nel modo giusto, applicando le regole del Personal Branding.

Come possiamo definire il Personal Branding?

Il Personal Branding è individuare la propria unicità e saperla comunicare nel modo più efficace. Non si tratta semplicemente di vendere il prodotto “noi stessi”, ma di capire prima di ogni altra cosa chi siamo noi, dove vogliamo arrivare, a chi vogliamo presentarci. Il Personal Branding è sì mettere in pratica le regole utilizzate per un brand aziendale, ma la parte più importante di questo percorso è sapere chi siamo noi e i nostri obiettivi da raggiungere.

Chi può ottenere dei benefici?

Le persone sono davvero tante, perché queste regole si possono applicare alle figure più disparate. Facciamo un esempio pratico: uno studente universitario. Il Personal Branding non è una strategia utile solo a chi sta cercando un’occupazione, a chi deve presentarsi bene ad un colloquio, ma anche per chi deve trovare la propria strada.

Il primo intento di questa materia è identificare gli obiettivi da raggiungere, trovare il percorso che si vuole intraprendere nella vita ed evitare di perdere tempo.

Per questo motivo può essere messa in atto anche da uno studente, che una volta definita la sua mission – ossia lo scopo del suo studio o delle sue attività in generale – si dedicherà al raggiungimento del suo obiettivo. Eviterà così di spendere energie preziose in percorsi non idonei alle sue aspirazioni.

Quali sono i vantaggi che si possono avere frequentando un corso?

Prima di tutto si evita di seguire più progetti senza avere un vero obiettivo. Mi spiego meglio: il primo scopo del Personal Branding è avere una focalizzazione sul fine che si vuole ottenere, basato sui punti di forza di una persona. Quindi la prima meta che si raggiunge è la comprensione delle proprie unicità.

Il passo successivo è quello di riuscire a rispondere alla domanda: «Perché dovrei scegliere te?». Quindi imparare il modo migliore per comunicare ciò che ci rende unici e identificabili.

I vantaggi che si ottengono da un corso di Personal Branding sono quindi l’individuazione dei propri punti di forza, la comprensione delle aree di miglioramento, gli obiettivi a cui si vuole arrivare e la strategia per comunicare tutto ciò. Qualcosa di utile ed applicabile in qualsiasi ambito, non solo in quello lavorativo.

Puoi fare un esempio concreto di cosa succede applicando queste regole?

Non posso fare esempi di miei clienti, per questioni di privacy, ma possiamo comunque pensare ad alcuni personaggi famosi. Un esempio di Personal Branding è Wilwoosh, che ha iniziato aprendo un suo canale su Youtube ed è riuscito così bene a fare di sé un brand da riuscire ad avere 80 milioni di visualizzazioni per i suoi video.

I casi famosi di Personal Branding che ha dato grandi frutti sono molti: Bettina Zagnoli, Pennychic e Favij sono altri.

Ovviamente questo è il risultato migliore che si può ottenere: fare di se stessi un vero e proprio marchio. I vantaggi in generale però, anche nei casi dei miei clienti, sono davvero di aiuto per la ricerca del lavoro, per uno scatto di carriera o per la scoperta dei propri obiettivi.

Ritrovare te stesso, qualsiasi sia il momento della vita che tu stia vivendo, è importante: per migliorarti e raggiungere nuovi obiettivi. In Bloo Academy Damiano De Cristofaro terrà, insieme a me, un corso di Personal Branding in autunno: scopri di cosa parleremo!