Esiste ancora l’idea che chi esercita un lavoro cosiddetto creativo sia vittima di visioni e folgorazioni. È davvero così o esistono dei metodi per stimolare il pensiero laterale?

Cos’è la creatività

Sono tanti i famosissimi creativi che raccontavano di avere le migliori idee nei momenti più impensabili: non a caso, una recente ricercadella Stanford University e della Harvard Medical School ha confermato che la lampadina può accendersi proprio durante una passeggiata, una doccia o addirittura un pisolino.

Ma allora si tratta davvero di un’illuminazione improvvisa?

Annamaria Testa definisce la creatività come:

Uno stile di pensiero che si esprime in processi mentali caratteristici. Procede essenzialmente per associazioni tra idee, concetti, fatti, e dà origine a idee e concetti nuovi, invenzioni, scoperte: insomma, a risultati tanto originali quanto efficaci.

E il matematico Poincaré, riflettendo sulle modalità in cui avviene il processo creativo, aggiunge che:

Quel che più lascia colpiti è il fenomeno di queste improvvise illuminazioni, segno manifesto di un lungo lavoro inconscio precedente […] A proposito delle condizioni in cui avviene il lavoro inconscio, vi è un’altra osservazione da fare: esso è impossibile, e in ogni caso rimane sterile, se non è preceduto e seguito da un periodo di lavoro cosciente.

Quindi la creatività è il risultato di un lavoro preciso, disciplinato, che segue degli step fondamentali e che poi si intreccia con un’attività inconscia del cervello, che ha bisogno di tempo e pause.

Le fasi del pensiero creativo

Certo è che la nostra materia grigia può essere educata e allenata per sviluppare nuove associazioni, interrogativi inaspettati e risposte originali. Esistono degli schemi, come quello di Wallas e Smith, elaborato nel 1926 in The art of thought.

Gli studiosi individuano 4 fasi nel processo creativo:

  1. Preparazione, ovvero la ricerca e lo studio di informazioni e materiale correlato;
  2. Incubazione, una prima elaborazione di tutti i dati analizzati. In questo momento sono tante le tecniche che si possono utilizzare, per cercare di far salire a galla idee valide e possibili soluzioni. Nel periodo di incubazione è, inoltre, fondamentale lasciar “decantare” il pensiero: in poche parole, è consigliabile dormirci su.
  3. Illuminazione, il momento in cui la buona idea arriva a maturazione e spesso colpisce il creativo proprio quando meno se l’aspetta. Non è una folgorazione venuta dal nulla, ma il risultato del processo di studio ed elaborazione precedenti, che ha una componente conscia e una inconscia.
  4. Verifica, la fase finale in cui effettivamente si mette a punto l’idea e si valutano razionalmente le possibilità di successo.

Attraverso la ripetizione di questa vera e propria scaletta di lavoro, il cervello si adegua a un modo “diverso” di pensare: lo step più importante è sicuramente quello dell’Incubazione, e le tecniche da utilizzare in questa fase sono tantissime e tutte molto interessanti.

Un metodo di creative thinking

Condivido con te una tecnica di pensiero creativo, da mettere in atto appunto dopo aver raccolto tutto il materiale e dopo averlo studiato.

Il word listing

Si tratta di un vero e proprio brainstorming su carta, con elenchi di parole che vanno poi a intrecciarsi tra loro.

Prendi un foglio di carta:

  • Sulla prima colonna elenca tutte le parole che si associano al tema, al tuo brand, al tuo progetto. Su una seconda colonna elenca quei termini che associ liberamente alle parole della prima colonna.
    Ad esempio: Nascita – Fiocco, Cicogna..
  • Ora lascia da parte il foglio. Riprendilo in mano dopo qualche ora: il modo in cui vedrai quelle parole sarà già completamente diverso. Prendi una penna rossa e inizia a cercare le parole che ti sembrano buone, collegandole anche tra loro. A partire da questi primi input ragionerai, sempre dopo aver lasciato passare del tempo, sulle connessioni e sulle possibili soluzioni.

Un metodo provato, e piuttosto utile soprattutto per lavori di naming, pay-off e slogan.

Come puoi vedere, il pensiero creativo si muove su una linea sottile che divide un ambito definito, fatto di procedimenti e tecniche, e un territorio inesplorato, inconscio, libero, che ha bisogno dei suoi tempi.

Cerca di allenare la tua mente a trovare nuovi collegamenti e a rompere gli schemi: e ricorda sempre di pensare outside the box!

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FONTI

1] Idee creative lontano dalla scrivania