Ho sempre amato la formula inglese “fall in love” o quella francese del “tombeur de femmes”.

Secondo me rendono al meglio gli effetti di quel sentimento così forte e impetuoso che è l’amore. Ma ci si può innamorare di un brand?

Assolutamente sì. Sono nati così i Lovemarks.

Cosa sono i Lovemarks?

I Lovemarks rappresentano il futuro del branding.

Si tratta di un concetto di marketing basato su un nuovo modo di interpretare l’idea di brand, un’attività che ha come obiettivo finale quello di generare la tanto sperata loyalty.

Kevin Roberts, CEO dell’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, lo scrive nel suo libro “Lovemarks, the future beyond brands”:

Brands are running out of juice.

Alcuni grandi nomi, che hanno saputo costruire prodotti validi e status symbol, sono a corto di succo. Non hanno nuova linfa, nuovi stimoli, nuove prospettive, se non quella di tornare alle radici.

All’amore.

L’attaccamento, la relazione, il legame emozionale è la strada da seguire oggi – e domani – per raggiungere un livello di fidelizzazione che non sia solo razionale, quindi basato su utilità e caratteristiche del prodotto o del servizio, ma istintivo, forte e sentimentale.

Il filtro d’amore

Come scoppia l’amore tra persona e brand?

Lo spiega sempre Roberts nel suo testo, rifacendosi a tre ordini di fattori:

  • Mistero. E qui ci muoviamo su un terreno già ampiamente battuto dal marketing: il potere di storytelling, grandi racconti, icone, sogni, ispirazioni.
  • Sensualità. Parliamo di sensi, del saper catturare vista, olfatto, tatto, udito e gusto. I cinque sensi sono, infatti, la scorciatoia per accedere alle emozioni di noi umani: andando a stimolarli il brand si rende memorabile. (Pensa al rombo della Harley-Davidson, lo senti?)
  • Intimità. Infine il legame, l’empatia, il coinvolgimento, la passione. Collanti che uniscono e rinsaldano una relazione, creando una vicinanza affettiva assimilabile a quella propria dell’innamoramento.

Tre ingredienti che, shakerati in modo energico, danno vita a un vero e proprio filtro d’amore.

I brand che sono già Lovemarks

Per alcuni le riflessioni di Roberts sono un’ispirazione per il futuro, per altri sono già realtà.

Esistono, infatti, grandi brand che possiamo già definire Lovemarks, di cui clienti, consumatori, ammiratori sono perdutamente innamorati.

Torniamo indietro nel tempo, fino agli anni Cinquanta: in Italia nasceva un Lovemark, la Vespa, un marchio a cui affezionarsi, che sembra far parte del passato e della storia di tutti noi. Anche di chi non era ancora nato o non l’ha mai avuta in garage.

La narrazione di questo Lovemark è il racconto delle nostre famiglie, di un’epoca e dei suoi valori, delle nostre storie.

E poi ci sono Nutella, Apple, Ikea, ma anche Play Station, Sex and the City e Coca Cola. Brand di cui siamo già innamorati.

Qual è il tuo brand del cuore?

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