In un’epoca in cui le ore scorrono senza sosta, diventa una necessità gestire meglio il tempo a disposizione, saperlo ottimizzare e programmare: uno dei modi per farlo è quello di prendere delle “buone abitudini”.

Cambiare o migliorarsi è possibile, a patto che si proceda per piccoli passi e non si pretenda di diventare qualcun’altro in un baleno (eventuali vincite milionarie vanno intese come eccezioni che confermano la regola). Vorresti prendere l’abitudine di andare a correre la mattina? Procedi per gradi: cominciate col puntare la sveglia 1 o 2 ore prima, poi sfruttate quel tempo per una passeggiata mattutina, ed ecco che correre sarà la naturale evoluzione. Ma non tutti i cambiamenti sono misurabili, e alcune abitudini necessitano di un impegno maggiore del semplice traslare gli orari di sonno e veglia.

Ecco dunque cinque piccole regole che, contrariamente a molte convinzioni, possono aiutarti nel rendere possibile questo processo di cambiamento e permetterti di gestire meglio le tue ore.

1. Le distrazioni non sono il male, se relegate al momento giusto

Molte guide partono da un assioma sbagliato: demonizzare le distrazioni.

Dire a qualcuno di rifuggire Facebook, l’ascolto di musica o il guardare un punto qualsiasi fuori la finestra è, indirettamente, un invito a fare tutte queste cose. Sarebbe come dire a una persona pronta a mettersi a dieta: “E mi raccomando eh, non mangiare!”. Un consiglio tanto banale quanto sconsiderato nei suoi effetti subconsci.

Saper gestire il proprio tempo è riuscire a invertire le proprie energie e attenzioni, declinandole secondo scala di priorità: in cima alla lista dovrebbe esserci (al netto degli affetti) ciò che ci motiva nel grande disegno che è la vita, potremo utilizzare le altre distrazioni per riempire spazi piccoli di cui non sapevamo neanche di poter disporre.

Mai sentita la metafora del barattolo pieno? 

2. Non aspettare che arrivi il momento giusto

Uno dei sintomi più frequenti della carenza di volontà è quello di attaccarsi a qualsiasi pretesto per rinviare un impegno.

Circostanze di luogo, tempo o predisposizione vanno centellinate per quello che realmente valgono: certamente non si può arare un campo con la tormenta, o creare un sito web mentre si è in ascensore (eppure ho visto informatici fare cose in ascensore che noi umani…), e questi sono impedimenti oggettivi. Ma non aspettare di proposito il momento giusto per iniziare qualcosa: il piccolo passo può esser fatto anche alla fine di una settimana, di una giornata, mentre si è con altre persone. La vita è ora e, senza essere apocalittici sul “chissà cosa può succedere dopo”, pensa soltanto alla miriade di eventualità che possano occorrere anche nel miglior giorno scelto per iniziare.

3. Evita di riempire tutti gli spazi della tua agenda

Eh? Cosa? Come? Ma non stavamo parlando di produttività? Allora perché riempire ogni piccolo spazio è deleterio? In verità il principio di crearsi una fitta agenda di impegni non è sbagliato, a patto però che ci sia equilibrio.

Richiamando ancora il principio della dieta, è come voler mangiare un intero banchetto di roba: alla fine si rischia di stare male per aver cercato di strafogarsi. Stessa cosa per gli impegni: anche la più nobile determinazione nel volerli portare a termine tutti, dovrà prima o poi arrendersi alla pressione e allo stress che ne consegue. Portandoci, dopo diverse serate insonni, alla domanda: e un po’ di tempo per me? Realizzando che non è mai stato messo in agenda.

Fallo, riservati del tempo per volerti bene come riserveresti del tempo per altre attività: l’efficienza produttiva si mantiene soltanto prendendosi cura della macchina stessa.

4. Non porti degli obiettivi troppo alti

Abbiamo detto che il segreto è procedere per piccoli traguardi: se però questi diventano degli ostacoli insormontabili o obiettivi difficili da raggiungere allora l’intero castello delle nostre convinzioni vacilla, sperperando dosi di autostima e buone intenzioni.

Non chiedere a te stesso l’impossibile: guadagnare 1.000 euro in 3 giorni (salvo le vincite di cui sopra), sviluppare addominali scolpiti in appena un mese di palestra o entrare nel database della vostra banca di fiducia dopo il primo modulo ECDL, sono U-T-O-P-I-E.

Piccoli passi significa piccole soddisfazioni: datti il tempo e il modo di raggiungerle e goditi il momento quando riesci in qualcosa. Volersi bene passa anche dall’accettarsi nelle vittorie, oltre che nelle sconfitte.

5. Non mantenere un profilo troppo basso

Se sei capitato qui, quasi sicuramente avrai delle ambizioni e voglia di cambiare il tuo status quo. Dunque la regola precedente del porsi obiettivi comunque più modesti deve essere visto come un invito ad aumentare la definizione di ciò che vorrai essere, per te stesso e per gli altri.

Ultimo esempio (promesso): hai mai notato la differenza tra un mosaico disegnato con piccoli tasselli e uno fatto in mattonelle più grandi di cotto o ceramica? O una tv normale contro una televisione HD? È la maggiore risoluzione, la cosiddetta alta definizione, quella che ci permette di cogliere i dettagli, i particolari di una sequenza o una persona.

L’obiettivo è far venir fuori delle persone che, ottimizzando le risorse a disposizione, riescano a creare un’alta definizione di ciò che vogliono essere, compilando l’immagine con tanti piccoli obiettivi, quadratino dopo quadratino. L’unico limite alle tue ambizioni è il cielo, per il resto puoi andare e riuscire in tutto (a patto che l’intero frame sia comunque S.M.A.R.T.: Specifico, Misurabile, Arrivabile o Accessibile, Realistico, Temporizzabile).

Queste piccole regole ti aiuteranno nella definizione di una strategia di lungo periodo che ti renda più efficiente e organizzato nel raggiungere gli obiettivi prefissati: uno schema che ti aiuti a gestire l’esigua disponibilità di tempo (risorsa assai preziosa quanto rara) potrebbe però non bastare, se non coadiuvato da costanza e allenamento.

Un ulteriore aiuto potrebbe derivare dal seguire un corso di Time Management, ovvero di gestione del tempo: partire dalle proprie ambizioni e limiti, per sviluppare un percorso personalizzato di raggiungimento di traguardi personali, professionali o esistenziali.

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