Immagina di essere in una nuova città. È ora di pranzo, hai fame e cerchi un posto dove mangiare.

Apri una app sul tuo telefono e in pochi secondi trovi il ristorante più vicino, al miglior prezzo. Fantastico!

Ma se ti dicessi che tutte queste informazioni sono il risultato di un gioco nel quale sei tu il protagonista?

Proprio così. Si tratta della Gamification, una strategia non convenzionale che da qualche anno viene utilizzata dalle più grandi aziende del mondo.

Che cos’è la gamification?

Nata nel 2010 dalla mente geniale del game designer americano Jesse Schell, la gamification consiste nell’utilizzo di elementi ludici in contesti non direttamente legati al mondo dei giochi.

Il marketing è stato fin da subito il terreno più fertile per questa portentosa innovazione, tant’è che solo in Italia due terzi delle imprese l’hanno già integrata nelle proprie strategie.

Attraverso livelli, missioni e sfide da completare, le aziende stimolano gli utenti all’azione, alla competitività e alla cooperazione. E li fanno sentire i protagonisti indiscussi di una narrazione immersiva.

Ma funziona davvero?

La risposta è .

La Gamification, soprattutto mediante il suo approccio social, avvicina le persone ai brand e le porta a condividere la propria esperienza con gli amici, generando passaparola e fidelizzazione.

Al contrario della vecchia pubblicità unilaterale, le persone vengono quindi considerate dalle aziende una parte attiva. Poiché, fornendo le proprie informazioni su gusti e abitudini, partecipano inconsapevolmente alla creazione e alla personalizzazione di un prodotto.

Per toccare con mano un esempio concreto di gamification, non dobbiamo andare troppo lontano da casa. Nel 2013, infatti, Seat Pagine Gialle ha promosso la prima caccia al tesoro mobile d’Italia.

Le persone, scaricando un’app, venivano raggruppate in squadre con l’obiettivo di superare 50 prove mediante la condivisione di informazioni su hotel, ristoranti e negozi sparsi in tutto il paese.

I risultati raggiunti in poche settimane sono stati emblematici:

● 400 team partecipanti;
● 50 città coinvolte;
● 15.000 visualizzazioni sul sito;
● 70.000 ricerche attraverso Pagine Gialle.

Non male, vero?

Quindi, possiamo affermare a gran voce che la gamification potrebbe essere il futuro del marketing digitale. Un elemento di diversificazione per le aziende, che offre risultati rapidi e consistenti. Uno strumento in grado di mantenere alto il livello di attenzione della generazione “Z”, ovvero i nati dopo il 2000.

Basta avere una connessione internet e uno smartphone, e il gioco può iniziare.

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