Questo è un articolo all’incontrario.

Non ti svelerò i contenuti definitivi da usare per crescere esponenzialmente sui social. Al contrario, ho preparato un elenco dei 5 contenuti che NON dovresti postare per nessun motivo sui tuoi canali di comunicazione.

Pronto a mettere qualche x?

1. Contenuti autoreferenziali

Partiamo da qualcosa che potrebbe sembrare scontato, ma non lo è proprio.

Già, perché tutti abbiamo la tendenza a parlare di noi stessi, prima che degli altri. Pensa al classico amico che, mentre stai raccontando i tuoi problemi, inizia a elencare le sue sventure. Ecco, questo come azienda – o nel tuo personal branding – è sbagliatissimo.

Mostra alle persone non quanto sei bravo e speciale, ma come puoi rendere loro migliori, come puoi aiutarli a superare una difficoltà o a essere felici.

Quindi sì a post utili, no a post di autocelebrazione.

2. Contenuti non in linea con la tua comunicazione

Qui c’è da fare una differenziazione: sui temi e il settore di riferimento e sul tono di voce.

In base ai prodotti o servizi che offri, tratterai degli argomenti specifici. Ad esempio, se sei un dentista, parlerai di salute, alimentazione, estetica, ma non di politica. Se vendi abiti da sposa, parlerai di matrimonio, amore, felicità, ma non di arredamento.

Avrai poi anche un tuo tono di voce, un tuo mood: una comunicazione più o meno calda, legata a delle immagini, a delle parole, a espressioni e modi di dire. Questo tov deve essere costante su tutti i canali e in tutta la comunicazione.

Anche questa potrebbe sembrarti una banalità, ma in realtà è facile cadere nel tranello.

3. Contenuti in stile Taffo

Tutti vogliono essere Taffo. O Ceres, insomma.

Ma non lo sono. E, riallacciandoci al punto 2, non dovrebbero esserlo. Capita spesso di vedere aziende o piccoli professionisti pubblicare dei meme, o scrivere dei post scherzosi su temi del momento.

Se la tua comunicazione è completamente diversa, tocca argomenti seriosi o distanti dalla cronaca, l’accostamento e la pubblicazione risulteranno sterili e fuori luogo.

4. Contenuti con hashtag a caso

Questo punto riguarda prevalentemente i post su Instagram.

Non serve dirti che su Facebook gli hashtag non hanno motivo di essere usati: potresti integrarli nelle tue pubblicazioni solo per una tua strategia, magari creandone alcuni legati al brand. Per il resto, nettamente bocciati.

Su Instagram gli hashtag vanno usati, con parsimonia e “giudizio”: è inutile inserirne una marea, ma soprattutto bisognerebbe usare quelli più calzanti rispetto all’immagine e al concetto da esprimere.

Inoltre, evita gli hashtag troppo usati: il tuo post andrebbe perso in un mare di contenuti e non ti porterebbe alcun contatto utile.

5. Contenuti con errori!

E, per concludere, il punto che mi sta più a cuore. I contenuti con errori.

Prima di pubblicare, rileggi una, dieci, anche venti volte. A voce alta preferibilmente.

Un post con errori di grammatica, di ortografia o scritto male, crea due ordini di problemi: da un lato è poco comprensibile, quindi ostacola il messaggio, dall’altro non gioca a favore della tua reputazione.

È indice di scarsa cura, scarsa professionalità e, se incontrassi un GrammarNazi sulla tua strada, potrebbe essere il motivo per cui perderesti un follower.

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